"Baghdad Central" - Recensione in Anteprima Puntate 1 & 2. Disponibile dal 18 gennaio su Sky e NOW TV

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16/01/2021 Release by andrea arcuri

In Sintesi

"Baghdad Central" - Recensione in Anteprima Puntate 1 & 2. Disponibile dal 18 gennaio su Sky e NOW TV

La notizia

"Baghdad Central" - Recensione in Anteprima Puntate 1 & 2.

Disponibile dal 18 gennaio su Sky e NOW TV

 

L’ex ispettore Muhsin al Khafaji (Waleed Zuaite) ha perso praticamente tutto, e combatte quotidianamente per mantenere al sicuro se stesso e la sua secondogenita Mrouj (July Namir), gravemente malata. Quando scopre che la figlia maggiore, Sawsan (Leem Lubany), è scomparsa, Khafaji sarà costretto a intraprendere una disperata ricerca per trovarla. A causa di un errore riguardante la sua identità, però, Khafaji viene arrestato e torturato dagli americani perché sospettato di essere membro delle milizie. Lo aiuterà l'incontro con un ex ufficiale di polizia britannico, Frank Temple (Bertie Carvel) che lo recluta per lavorare con lui nella Green Zone.  

La storia risulta un noir molto ben fatto e sicuramente la sfida sta tutta nel riuscire a tenere alto l'interesse con nuovi espedienti per tutta la sua durata. "Baghdad Central" prende uno scenario logoro dove abbiamo il tipico buon poliziotto che si ritrova immischiato in un rapimento personale e in uno scenario di politica internazionale e lo usa per mostrarci qualcosa di nuovo.  La città è ripresa in modo cinematografico e siamo immediatamente attratti da questo mondo caotico. Il protagonista Khafaji è un personaggio simpatico, molto carismatico e ci affezioniamo subito a lui e ai suoi problemi e il suo mondo viene capovolto ancora di più quando la figlia scompare. In una città stabile sarebbe abbastanza spaventoso, ma in una metropoli devastata dalla guerra con potenziali nemici ovunque, la situazione risulta ancor più pericolosa e ambigua.  

Mentre Khafaji continua la sua indagine personale entra in contatto con personaggi ambigui come il tutor universitario di Sawsan, il professor Zubeida Rashid, un tassista divertente chiamato Karl e John Parodi (Corey Stoll) che entra in scena solo alla fine della seconda puntata ma che siamo sicuri avrà molta importanza. Le storie secondarie qui aggiungono molto interesse socio-politico e culturale nel già difficile e intricato contesto dell'Iraq..

Per quanto la serie, almeno nelle sue prime due puntate, risulti avere un ritmo teso e serrato qualcosa va inevitabilmente perso quando una cultura viene presa e leggermente plagiata per soddisfare un pubblico internazionale. Le persone sono simili ovunque, i genitori amano i propri figli e gli adolescenti bramano l'indipendenza ma sono certi dettagli della vita quotidiana che non vengono resi al massimo per accontentare il pubblico più internazionale.   

Le prime due puntate sono un inizio fantastico: pieno di azione con un ottimo slancio per avvenimenti futuri ma anche pieno di contesto, profondità culturale ed emotiva. Speriamo continui in questa direzione e soprattutto che il rischio di sovrabbondanza di storyline, contesti e personaggi venga ben amministrato dagli autori. 

 

Andrea Arcuri


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