Gli ebrei in Albania

Gli ebrei in Albania

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04/03/2019 Release by Living Albania

In Sintesi

Le prime notizie di ebrei residenti in Albania risalgono al 70 dC, gli ebrei arrivarono per la prima volta via mare sulla costa del sud.

La notizia

Gli Ebrei in Albania 


Le prime notizie di ebrei residenti in Albania risalgono al 70 dC, gli ebrei arrivarono per la prima volta via mare sulla costa del sud dell'Albania trovando qui rifugio, pare come prigionieri fuggiti dalle gallee romane da una nave che trasportava ostaggi ebrei per l'imperatore romano Tito naufragò sulla costa ionica nei pressi di Saranda.
La prima sinagoga albanese pare sia stata fondata nel quarto o quinto secolo, nella città di Onchesmos, l'odierna Saranda. Tale riscontro si ha nel VI secolo. La sinagoga di Onchesmos fu soppiantata da una chiesa cristiana nel sesto secolo. Si sa comunque ben poco della comunità ebraica fino al XV secolo. Nel 12 ° secolo, Benjamin di Tudela visitò l'area e registrò che c'erano ebrei.  Le prime notizie di ebrei viventi in Albania sono datate XII secolo d.C. Esistevano insediamenti ebraici nella maggior parte delle principali città dell'Albania come Berat, Corizza, Elbasan, Valona, Durazzo, Dibra. Queste famiglie ebraiche erano prevalentemente di origine sefardita e discendenti degli ebrei spagnoli e portoghesi espulsi dall'Iberia alla fine del XV secolo in seguito all'editto di Alhambra (1492) durante l’inquisione spagnola. Nel 1520 a Valona si registravano 609 famiglie di ebrei e nella stessa città si trovava anche la prima sinagoga dell'Albania, distrutta successivamente durante il primo conflitto mondiale. La comunità ebraica in Albania si è arricchita anche dell'arrivo di ebrei dall'Italia, in particolare dalla Puglia.
Secondo il censimento albanese del 1930, vi erano solo 204 ebrei registrati in quel momento in Albania su una popolazione di 803 mila abitanti. Solo nel 1938 in Albania sono stati ufficialmente registrati circa 300 ebrei albanesi e forse 100 ebrei stranieri. Con l'avvento della Germania nazista, un certo numero di ebrei tedeschi e austriaci si rifugiò in Albania. Ancora nel 1938 l'ambasciata albanese a Berlino continuò a rilasciare visti agli ebrei, in un momento in cui nessun altro paese europeo era disposto a prenderli.
Dopo l'ascesa al potere di Hitler vi cercarono però rifugio da 600 a 800 ebrei dalla Germania, l'Austria, la Serbia, la Jugoslavia e la Grecia che da lì speravano di potersi imbarcare verso Israele o le Americhe. L’Italia fascista occupò l’Albania nel 1939. Roma esportò a Tirana almeno una parte della propria legislazione antiebraica. Roma conduceva una politica antisemita contraria all’uccisione degli ebrei, ma era oscillante nei confronti delle richieste di collaborazione di Berlino.
Benito Mussolini dette il suo nulla osta alla consegna ai tedeschi degli ebrei croati presenti nella Dalmazia occupata; però alcune autorità diplomatiche e militari italiane ostacolarono quel progetto, e nei mesi successivi nessun ebreo venne consegnato ai nazisti o agli ustascia.
Gli unici arresti furono effettuati  in Kosovo allora annesso all’Albania in Prishitina dalla divisione SS Skanderbeg formata principalmente da volontari albanesi e kosovari, agli ordini diretti delle autorità tedesche, senza il coinvolgimento delle autorità di Tirana. In Albania a dispetto delle leggi razziali imposte, molti cittadini albanesi offrirono identità false agli ebrei per risultare albanesi. Un particolare riconoscimenti va giustamente attribuito a Re Zog negli anni della sua presenza come Re dell’Albania. La maggior parte fu nascosta nelle abitazioni e in case private, nella maggior parte travestiti come contadini albanesi. Gli Albanesi erano soprattutto musulmani il resto della popolazione era cristiana cattolica e ortodossa. E’ giusto sottolineare che gli ebrei che furono salvati in Albania lo furono non solo dagli albanesi musulmani ma anche dagli albanesi cristiani e da un numero di albanesi scettici verso la religione. Un importante ruolo fu giocato anche dal codice legale consuetudinario albanese, noto come Kanun, chi chiede ospitalità secondo tale codice si fa appello alla “Besa” del padrone di casa, ovvero suo onore personale, ed è quindi dovere inderogabile di quest'ultimo e della famiglia da lui dipendente difendere la vita dell'ospite. Nel periodo della dittatura comunista di Hoxha egli bandì tutte le forme di religione al fine di forgiare un'unità nazionale sostenibile e il nuovo socialismo. Distrusse buona parte delle strutture religione di ogno confessione, internò in campi di concentramento molti religiosi nei quali alcuni vi trovarono la morte.   
Dopo la caduta del comunismo nel 1991, quasi tutti gli ebrei albanesi emigrarono. Partirono principalmente per ragioni economiche e non a causa dell'antisemitismo, infatti circa 300 ebrei albanesi immigrarono in Israele (per lo più si stabilirono ad Ashdod e Karmiel) e un’altra trentina trentina si trasferirono negli Stati Uniti. Solo una dozzina di ebrei, scelsero di rimanere in Albania.
Al giorno d'oggi, più di 160 ebrei vivono in Albania, la maggior parte nella capitale Tirana.  Nel dicembre 2010 a Tirana si è costituita una nuova sinagoga conosciuta come "Hechal Shlomo" che ha iniziato a fornire servizi per la comunità ebraica. Un’altra sinagoga è presente a a Vlorë (Valona), ma ora non in uso. Sempre nel dicembre 2010, il rabbino Joel Kaplan è stato autorizzato al ruolo come primo rabbino capo dell'Albania dal primo ministro Sali Berisha. Un centro comunitario ebraico denominato "Moshe Rabbenu" è stato anche inaugurato a Tirana, in totale disaccordo con la comunità ebraica che nega lo status di rabbino capo di Kaplan.  


                                                    Albert Einstein in Albania. 

Pochi sanno che Albert Einstein si recò in Albania dove visse alcuni mesi.Documenti e testimonianze accertano la presenza dell’illustre Scienziato in Albania come ad esempio quando egli si recò presso la Banca d’Albania di Tirana, il 9 Aprile 1931 per effetuare alcune operazioni bancarie con la Germania. Secondo i dati ufficiali il passaporto tedesco di Einstein era stato sequestrato dalla Gestapo ma lui andò in America ben due volte nel 1931 e nel 1932 grazie all’unico passaporto che disponeva in quel momento, quello albanese. Nell’Aprile del 1931 ad  Albert Einstein grazie al diretto interessamento di Re Zog I il comune di Pogradec rilascia il certificato e l’attestato di residenza presso il quartiere Burima di Pogradec. Albert Einstein durante la sua permanenza in Albania venne ricevuto anche dal Re Zog I.


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