Gentilezza, l'arma segreta del leader

Gentilezza, l'arma segreta del leader

manager

08/04/2017 Release by ESPM

In Sintesi

La #gentilezza è l'arma segreta del buon manager. #buonemaniere #buonaeducazione

La notizia

Efficienza coniugata a gentilezza, è questa la marcia in più del vero leader. Quante volte si sono visti manager sfuriare contro i propri sottoposti o inveire contro altri colleghi o concorrenti? Questo è quanto di più sbagliato possa fare un manager. 

Il buon leader è quello che contribuisce a far crescere ed evolvere un’organizzazione. Per farlo serve ovviamente l’efficienza. Con l’impreparazione non si va da nessuna parte. Un team non deve essere un’Armata Brancaleone, ma un amalgama tra le competenze di ogni singolo lavoratore. Il lavoro del capo sta nel curare al meglio ogni singolo dettaglio, per posizionare ogni membro del team in attività che possano far ottenere il prodotto migliore. 

L’amalgama può essere ottima dal punto di vista delle mansioni, ma anche il clima vuole la sua parte. Freddezza nei rapporti, maleducazione e persino mobbing, possono ledere un’attività sulla carta perfetta. Il vero manager deve essere gentile verso tutti, perché l’animo del team non cada e non vada a inficiare sul lavoro.

Un capo maleducato comporta problematiche all’organizzazione, generando un elevato turnover dei dipendenti o assenteismo. Si creano così problematiche al lavoratore, dalle situazioni di stress alla disaffezione al lavoro, dalla mancata crescita o perdita di professionalità fino a disturbi fisici e psichici che possono sfociare nella depressione o nell'ansia. Infine la maleducazione del manager si riversa anche sull’azienda, che subirà perdite nei bilanci. 

Il buon manager deve saper ascoltare ogni suo collega e fare uno sforzo empatico. Occorre un alto senso di responsabilità e disponibilità a svolgere, in caso di emergenza, anche attività che non sono di sua competenza. Non si deve guardare dall’alto al basso gli altri, ma confrontarsi con loro sempre con gentilezza, senza mai alzare la voce. Chi sbraita non è un valido leader.  

Nel diritto del lavoro ci sono stati casi di mobbing collettivo, quindi occorre stare molto attenti quando si ha una responsabilità su diversi lavoratori. Le buone maniere devono essere la prassi, anche quando ci si imbatte in un grave errore da parte di colleghi. Rimproverare è giusto, ma occorre farlo nelle dovute maniere. Per essere propositivi anche nel “cazziatone” e dare la possibilità a chiunque di rifarsi. Il lavoro e l’azienda ne beneficeranno.


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